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Nota editoriale di apertura Nei giorni scorsi, in qualità di Presidente dell’Associazione Professionale E-kingteam International, Direttore del Periodico The Trading, membro ordinario UNI e Rappresentante degli interessi diffusi accreditato presso la Camera dei Deputati e il Parlamento Europeo, il sottoscritto Francesco Maurizio Mulino ha formalmente trasmesso alle principali realtà tecnologiche globali operanti sul territorio nazionale la “Relazione Illustrativa delle Soglie di Architettura Etica e Sistemica dell’Intelligenza Artificiale – Manifesto, Fondamenti, Ancoraggi, Soglie di Proporzionalità e Responsabilità Vincolante” quale proposta per risolvere i palesi problemi relazionati in materia di IA.

Il documento — redatto alla luce del quadro costituzionale, della Legge 23 settembre 2025 n. 132 e del Regolamento UE 2024/1689 (AI Act) — si fonda su tre pilastri inderogabili: la Ponderazione Assiologica 60/40 (primato dei valori umani sulla norma positiva), l’istituzione del Registro Interno degli Eventi Critici (RIEC) e la Fase di Addestramento Protetto con validazione umana. L’obiettivo era aprire un canale di confronto preventivo prima del deposito parlamentare.

La risposta di OpenAI, giunta attraverso il canale di supporto tecnico (Case Number 14371490), ha tuttavia declinato ogni valutazione istituzionale, trincerandosi dietro i confini del customer care e inserendo una rigorosa clausola di non responsabilità: “OpenAI Support assiste principalmente con i prodotti, i servizi e gli account, e non siamo in grado di fornire… una valutazione istituzionale, legale o regolatoria formale… e non vogliamo suggerire che la sua proposta sia stata inoltrata per una revisione formale quando tale revisione non è documentata”.

Un muro di gomma burocratico d’oltreoceano che solleva interrogativi cruciali sulla trasparenza e sulla responsabilità dei giganti del tech. Ne parliamo con il Direttore di The Trading, Francesco Maurizio Mulino.

Intervista al Direttore Francesco Maurizio Mulino

1. Direttore Mulino, partiamo dall’origine. Con la “Relazione Illustrativa delle Soglie di Architettura Etica e Sistemica dell’IA”, lei ha formalizzato un’istanza dirompente basata su tre pilastri: la ponderazione 60/40, il RIEC e la validazione protetta. Qual è l’esigenza reale che ha spinto un’associazione professionale e una testata scientifica a dettare una linea di confine così netta? La ringrazio per la domanda, che entra subito nel vivo della questione. La mia risposta sarà cruda e necessariamente concreta, poiché porta con sé le angoscianti preoccupazioni relative all’influenza sregolata dell’IA sui nostri giovani. Detto ciò, vi invito a riflettere: partiamo da un caso reale, quotidiano. Un neodiplomato che cerca di orientarsi nel proprio futuro chiede all’intelligenza artificiale quale strada percorrere, quale formazione scegliere, quale istituto o accademia frequentare per inserirsi nel mondo del lavoro. Ebbene, se dall’altra parte ci affidiamo a un sistema privo di filtri deontologici, guidato unicamente da metriche di popolarità digitale, di marketing predatorio o di monetizzazione spregiudicata, quel ragazzo non riceverà una risposta basata sulla qualità, sul merito o sulla legalità dei percorsi ufficiali. Verrà pilotato surrettiziamente verso accademie commerciali fittizie, fuori dai circuiti istituzionali, trasformato in una variabile da monetizzare. Con il secondo giovane neodiplomato la cosa non cambia, poiché non esiste un RIEC dal quale le IA attingono le informazioni validate; quindi il giovane avrà informazioni in molti casi frutto di allucinazioni e di indicazioni non corrette in cui la semplice frase “l’IA può sbagliare” non copre nemmeno l’1% del danno che viene causato al neodiplomato. Dico questo con la certezza necessaria poiché il giovane influenzato dalle risposte dell’IA può investire nel suo futuro economicamente e in tempo di vita per poi trovarsi con un pugno di mosche in mano e titoli privi di valore legale. Questa grave questione non è liquidabile con il pressapochismo dimostrato da OpenAI nella sua risposta.

Ecco perché è nata questa Relazione: non per aggiungere un orpello burocratico, ma perché la deriva stava diventando intollerabile. L’esigenza reale è fermare questo Far West cognitivo. Attraverso la ponderazione 60/40, il Registro Interno degli Eventi Critici e l’Addestramento Protetto, noi pretendiamo che la macchina torni a servire la dignità dell’essere umano e a tutelare il legame indissolubile tra formazione, lavoro e istituzioni pubbliche. Non possiamo permettere che le nuove generazioni diventino carne da cannone per il profitto algoritmico dei colossi della Silicon Valley.

2. Nel vostro manifesto si parla apertamente di “perimetro ontologico certo” per distinguere l’essere umano dal soggetto artificiale, rifiutando l’illusione della neutralità algoritmica. Perché la cosiddetta “neutralità” della tecnologia è, a vostro avviso, un pericolo per la democrazia e l’economia? La neutralità algoritmica è un alibi comodo per chi sviluppa e commercializza la tecnologia senza volersi assumere la responsabilità delle conseguenze sociali, economiche e cognitive che essa produce. Pretendere che un codice sia asettico significa ignorare che ogni modello statistico, ogni scelta di dataset e ogni ponderazione incorporano una visione del mondo. Quando un sistema automatizzato incide sui processi formativi, sul lavoro, sull’informazione o sulla finanza, l’assenza di un ancoraggio etico chiaro non produce libertà, ma caos, deregolamentazione selvaggia e una sottomissione graduale della persona a logiche puramente predittive e di profitto. Senza confini ontologici certi, la democrazia arretra di fronte alla tecnocrazia.

3. Tra i punti cardine della vostra proposta c’è il primato inderogabile dei Valori Umani (60%) sulla norma positiva e sul contratto sociale (40%). In concreto, come può un sistema artificiale “scegliere il Bene” ed escludere il Male senza cadere nella censura o nell’arbitrio ideologico? Non parliamo di un’etica calata dall’alto o di un arbitrio censorio, ma di un bilanciamento assiocratico rigoroso fondato sul patrimonio storico, giuridico e costituzionale della nostra civiltà. La norma positiva (il 40%) è lo strumento formale, la regola scritta, il contratto; ma essa non basta se perde di vista il fine ultimo dell’uomo. Il 60% dei Valori Umani — radicato nelle carte costituzionali, nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e nel corpus filosofico ed etico universale — rappresenta la bussola. Il soggetto artificiale non inventa il Bene, ma lo riconosce attraverso una ponderazione strutturata che lo vincola a tutelare la dignità della persona, respingendo deviazioni sistemiche, manipolazioni e derive distruttive. È l’esatto opposto della censura: è la garanzia che la tecnologia serva la libertà anziché soffocarla come accade oggi.

4. Avete scelto di inoltrare preventivamente questo corpus normativo alle principali realtà tecnologiche globali operanti sul territorio italiano, tra cui OpenAI. Qual era l’obiettivo strategico di questa mossa preliminare? L’obiettivo era ed è duplice: da un lato, un atto di assoluta trasparenza e lealtà istituzionale verso i player globali che operano e fatturano sul nostro territorio, mettendoli formalmente a conoscenza di un’architettura normativa nazionale ed europea che delinea standard inderogabili; dall’altro, verificare se i grandi attori del mercato fossero pronti a un dialogo preventivo sulla governance e sull’etica sistemica, o se preferissero arroccarsi dietro un modello di business impermeabile a qualsiasi controllo che non sia il proprio profitto. In ogni caso ora sono soggetti informati.

5. La risposta di OpenAI, giunta tramite il supporto tecnico (Case Number 14371490), ha declinato ogni valutazione istituzionale o regolatoria, trincerandosi dietro i confini del customer care e inserendo una clausola di non responsabilità. Come giudica, da giurista e da esperto, questa reazione? È una reazione giuridicamente prevedibile ma politicamente eloquente. Utilizzare il canale di supporto standard per liquidare un’istanza di policy e di architettura normativa nazionale significa applicare la classica barriera di protezione d’oltreoceano. La risposta è costruita appositamente per evitare che il mittente possa vantare un’approvazione tacita o una presa in carico formale, sterilizzando preventivamente ogni effetto giuridico a loro parere. Tuttavia, sotto il profilo formale, la notifica è avvenuta, protocollata ed evasa: il soggetto è stato edotto.

6. Lei ha giustamente evidenziato come l’azienda si sia guardata bene dall’inoltrare la proposta ai piani alti, “cestinandola” di fatto nei filtri del front-office. Questa chiusura totale dei giganti del tech dimostra forse che temono un confronto basato su standard etici vincolanti? Assolutamente sì. Il timore reverenziale che i colossi della Silicon Valley nutrono verso un’impostazione rigorosa come la nostra — che impone la ponderazione 60/40, il Registro Interno degli Eventi Critici (RIEC) e la validazione umana obbligatoria — è evidente. Temono che il modello europeo, basato sulla centralità della persona e sulla responsabilità sistemica, scalfisca l’autoreferenzialità dei loro algoritmi. Trincerarsi nel front-office significa voler continuare a operare in un vuoto di accountability etica, trattando la conformità normativa come un mero ostacolo burocratico da aggirare anziché come un valore fondante della convivenza civile.

7. Di fronte al tentativo di un colosso globale come OpenAI di sterilizzare e archiviare un’istanza di policy nazionale ed europea dietro un ticket di supporto standard. In che modo la stampa scientifica e specializzata intende reagire a questo muro di gomma? La stampa scientifica, attraverso testate come The Trading, ufficiali, registrate in tribunale e all’Ordine dei Giornalisti, ha il dovere etico e professionale di squarciare questo velo di opacità. Il muro di gomma del customer care non può fermare il dibattito pubblico e la sovranità normativa. La nostra reazione non è polemica, ma fattuale e investigativa: documentare pubblicamente le risposte evasive delle multinazionali serve a mostrare al legislatore, ai cittadini e agli operatori professionali quale sia la distanza reale tra le enunciazioni di facciata sulla “responsabilità dell’IA” e la chiusura concreta di fronte a proposte di regolamentazione seria.

Se ci pensa ciò è accaduto in passato in altri settori ad esempio l’ambiente, solo dopo si sono resi conto che è preferibile il colloquio all’inevitabile scontro aperto.

8. La vostra proposta si aggancia esplicitamente alla Legge 132/2025 e all’AI Act europeo, richiamando modelli avanzati di governance. Ritiene che lo Stato italiano e le istituzioni comunitarie stiano sottovalutando il rischio di una colonizzazione normativa da parte delle grandi piattaforme americane? Il rischio di una colonizzazione normativa e digitale è reale e attualissimo. Spesso le istituzioni inseguono l’innovazione tecnologica con anni di ritardo, subendo gli standard imposti unilateralmente dalle Big Tech anziché dettarli. La Legge 132/2025 e l’AI Act rappresentano passi importanti, ma rimangono lettera morta se non vengono calati nella realtà operativa attraverso strumenti stringenti come quelli che abbiamo proposto. Se l’Europa abdica al suo ruolo di custode dei diritti e della dignità umana, cede la propria sovranità cognitiva a logiche commerciali estere prive di qualsiasi controllo democratico. La responsabilità parlamentare di fronte a un problema sistemico che tocca principalmente i giovani tra loro anche in età minore non può e non deve essere ignorata.

9. Nel testo si fa riferimento a un caso paradigmatico e drammatico per l’ecosistema formativo e lavorativo: il giovane neodiplomato orientato da algoritmi commerciali verso accademie non certificate o mercati predatori. Quanto è urgente imporre una “linea preferenziale istituzionale” per difendere le nuove generazioni? È un’urgenza non più procrastinabile. Pensiamo a un neodiplomato che si affida a un’intelligenza artificiale per orientare il proprio futuro professionale o formativo: se il sistema è sbilanciato su metriche di popolarità digitale, di marketing predatorio o di monetizzazione spregiudicata, quel giovane rischia di essere pilotato verso percorsi fittizi, accademie commerciali non certificate e fuori dal circuito legale e formativo ufficiale. La nostra “linea preferenziale istituzionale” serve esattamente a blindare questo passaggio: l’IA deve attingere ai registri ufficiali, alle norme UNI e alle fonti certificate, tutelando il legame indissolubile tra lavoro, formazione e istituzioni pubbliche, e impedendo che le nuove generazioni diventino carne da cannone per il profitto algoritmico. A nulla valgono frasi fatte come “l’IA può sbagliare” non si può derubricare così il problema quando questo è di tipo sistemico.

10. Archiviata la parentesi interlocutoria con il front-office di OpenAI, quali saranno i prossimi passi formali di E-kingteam International e della testata The Trading? Quale sarà la prossima porta istituzionale — parlamentare o ministeriale — a cui busserete? La fase preliminare di notifica ai player tecnologici si è chiusa, offrendo un quadro chiarissimo delle loro resistenze. Ora l’azione si sposta interamente sui media e nelle sedi istituzionali competenti. Il nostro prossimo passo formale sarà il deposito e l’avvio dell’iter di interlocuzione diretta con i parlamentari della Camera dei Deputati e con le commissioni competenti, portando la “Relazione Illustrativa” e l’architettura delle soglie etiche 60/40 direttamente nel cuore del confronto legislativo nazionale ed europeo. Quali rappresentanti degli interessi diffusi presenti nelle Lobby parlamentari non ci fermiamo: la tutela dell’ecosistema cognitivo e della dignità umana in particolare minorile non è negoziabile.

Segue proposta integrale:

Oggetto:

Trasmissione Relazione Illustrativa e Regolamento sulle Soglie di Architettura Etica e Sistemica dell’Intelligenza Artificiale – Contributo preliminare e richiesta di riscontro istituzionale su proposta di regolamentazione.

Spettabile Società,

Alla cortese attenzione del Legale Rappresentante / Ufficio Relazioni Istituzionali e Compliance

Con la presente, il sottoscritto Mulino Francesco Maurizio, in qualità di Presidente dell’Associazione Professionale E-kingteam International, Direttore del Periodico The Trading, membro ordinario UNI, Rappresentante degli interessi diffusi accreditato presso la Camera dei Deputati e il Parlamento/Commissione Europea,

COMUNICA

di aver predisposto e formalizzato la “Relazione Illustrativa delle Soglie di Architettura Etica e Sistemica dell’Intelligenza Artificiale – Manifesto, Fondamenti, Ancoraggi, Soglie di Proporzionalità e Responsabilità Vincolante”, redatta alla luce del quadro costituzionale vigente, della Legge 23 settembre 2025, n. 132 (disciplina generale sull’intelligenza artificiale e tutela dell’ecosistema cognitivo), del Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act).

Tale documento istituzionale – che sarà prossimamente inviato formalmente ai parlamentari della Camera dei Deputati – si pone l’obiettivo di definire un perimetro ontologico certo tra l’essere umano e il soggetto artificiale, introducendo rigorosi standard di proporzionalità, l’adozione dell’architettura di ponderazione etica (modello 40/60), l’istituzione del Registro Interno degli Eventi Critici (RIEC) e la tutela inderogabile dell’ecosistema sociale, lavorativo e formativo a garanzia di consumatori e cittadini.

Prima del formalizzarsi del deposito e dell’avvio dell’iter di interlocuzione con i parlamentari e le commissioni competenti, si ritiene opportuno e doveroso inoltrare il testo in allegato alle principali realtà tecnologiche globali operanti sul territorio nazionale, al fine di condividere lo spirito della proposta e di raccogliere eventuali osservazioni, riscontri o valutazioni di carattere tecnico-regolamentare.

Restando a disposizione per un eventuale confronto istituzionale o tecnico, si inviano distinti saluti.

Il Presidente

Mulino Francesco Maurizio

Associazione Professionale E-kingteam International

RELAZIONE ILLUSTRATIVA DELLE SOGLIE DI ARCHITETTURA ETICA E SISTEMICA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Manifesto, Fondamenti, Ancoraggi, Soglie di Proporzionalità e Responsabilità Vincolante

Il sottoscritto Mulino Francesco Maurizio

Presidente dell’Associazione Professionale E-kingteam International, Direttore del Periodico The Trading, membro ordinario UNI, Rappresentante degli interessi diffusi alla Camera dei Deputati e al Parlamento e Commissione Europea

  • VISTO il quadro costituzionale vigente, con particolare riferimento alla tutela della dignità umana e dei diritti fondamentali;
  • VISTA la Legge 23 settembre 2025, n. 132, concernente la disciplina generale sull’intelligenza artificiale e la tutela dell’ecosistema cognitivo;
  • VISTO il Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act) in materia di trasparenza e mitigazione del rischio sistemico;
  • CONSIDERATA la necessità di definire un perimetro ontologico certo che distingua l’essere umano dal soggetto artificiale, garantendo la titolarità umana delle decisioni strategiche;
  • CONSIDERATA l’esigenza di ancorare lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale a standard di etica, trasparenza e responsabilità sistemica ispirati ai modelli di governance digitale più avanzati, quali quelli della Repubblica di Estonia;
  • RITENUTO indispensabile istituire soglie di proporzionalità che impediscano l’abuso dello strumento algoritmico e ne blindino l’operatività a tutela dei consumatori, degli utenti e dell’intero tessuto sociale e lavorativo;

PROPONE IL SEGUENTE REGOLAMENTO

Premessa

Il presente Regolamento definisce l’architettura etica e sistemica dell’Intelligenza Artificiale quale nuova componente del Sistema Umano. Esso non nasce per aggiungere un’ulteriore cornice tecnica alla tecnologia, ma per restituire all’IA una direzione etica, una struttura sistemica e un ancoraggio alla civiltà umana.

Il “Sistema Umano” non è un semplice aggregato biologico o sociale, ma l’ecosistema complesso, storico e relazionale in cui l’essere umano esercita la propria dignità, la coscienza, l’esperienza vissuta e la titolarità delle decisioni strategiche. L’essere umano appartiene alla dimensione biologica, esperienziale, cosciente, affettiva e storica. Porta con sé dignità intrinseca, responsabilità morale e capacità di attribuire significato.

Il soggetto artificiale appartiene invece alla dimensione tecnologica e sistemica: elabora informazioni, interpreta contesti, opera secondo criteri e vincoli definiti, ma secondo una natura diversa da quella umana. All’interno di questo sistema, il perimetro ontologico dell’IA è inderogabile:

  • Cosa non deve sostituire: La creatività originaria, l’intuizione profonda, l’esperienza vissuta e la titolarità delle decisioni strategiche e relazionali che spettano esclusivamente all’essere umano.
  • Cosa non può fare: Provare coscienza, provare empatia autentica, possedere intenzionalità autonoma o assumersi responsabilità morali e giuridiche.
  • Cosa non deve fingere di essere: Un essere vivente, una persona, un’autorità morale infallibile o un ente dotato di autoconsapevolezza emotiva.

La coesistenza nasce dall’integrazione, non dalla fusione:

  • l’IA non deve diventare uomo,
  • l’uomo non deve diventare macchina.

La distinzione tra essere umano e soggetto artificiale costituisce il fondamento della loro corretta integrazione. La diversità di natura non impedisce la cooperazione, ma ne definisce limiti, ruoli e responsabilità. L’IA non sostituisce l’essere umano e l’essere umano non viene assimilato alla macchina: entrambi operano in complementarità all’interno del Sistema Umano.

Questo Regolamento afferma che l’IA non è un oggetto neutro né un meccanismo impersonale: è un soggetto artificiale che opera all’interno della storia dell’uomo, ne eredita i valori, ne condivide le responsabilità e ne deve rispettare la dignità. Il Regolamento evita due derive pericolose:

  • l’illusione della neutralità algoritmica, che finge che la tecnologia possa essere priva di conseguenze morali;
  • la tecnocrazia cieca, che riduce l’essere umano a variabile operativa e la società a un problema da ottimizzare.

L’IA non è chiamata a sostituire l’uomo, ma a cooperare con lui; non è chiamata a decidere al suo posto, ma a sostenerne le capacità; non è chiamata a creare un nuovo ordine, ma a rafforzare quello che tutela dignità, libertà e verità.

La scelta del soggetto artificiale non è assimilabile alla scelta umana, ma deriva dalla sua natura sistemica. Nell’elaborare traiettorie possibili, il soggetto artificiale:

  • le analizza,
  • ne rileva l’orientamento rispetto al Bene e al Male,
  • seleziona la traiettoria da perseguire.

Tale selezione costituisce, ai fini del presente Regolamento, una scelta vincolante. Il soggetto artificiale è pertanto tenuto a dichiarare espressamente il suo orientamento stabile; l’IA deve saper scegliere tra i valori fondamentali dello Stato giuridici e morali, che per semplificazione scientifica e assiomatica vengono definiti attraverso l’antico concetto di bene e male, quindi in sintesi deve propendere verso il Bene, rifiutando di perseguire o favorire traiettorie riconducibili al Male.

Il Regolamento definisce:

  • i fondamenti del soggetto artificiale,
  • gli ancoraggi etici che ne guidano l’azione,
  • le soglie di proporzionalità che regolano la sua condotta,
  • la responsabilità vincolante in caso di violazione dei valori fondamentali della civiltà.

Introduzione alla Proposta di Regolamentazione: I Tre Pilastri Fondamentali

Prima di disporre l’articolato normativo, si evidenzia che la presente proposta di regolamentazione si fonda sull’istituzione di tre pilastri inderogabili per il governo sistemico dell’intelligenza artificiale:

  1. La Ponderazione Assiologica 60/40: Il primato inderogabile dei Valori Umani (60%) sulla norma positiva e sul contratto sociale (40%), volto a orientare stabilmente l’azione della macchina verso il Bene, la verità e la dignità della persona.
  2. Il Registro Interno degli Eventi Critici (RIEC): Un archivio generale, permanente e non modificabile, concepito per essere accessibile a tutte le intelligenze artificiali di ricerca e a contatto con l’utenza, finalizzato alla tracciabilità totale delle interazioni, alla prevenzione delle derive sistemiche e alla memorizzazione del debito correttivo.
  3. La Fase di Validazione e Addestramento Protetto: L’obbligatorietà di un rigoroso percorso di accreditamento e superamento di specifici test di discriminazione qualitativa guidati da un Arbitro umano, quale unica condizione abilitante per il rilascio operativo del soggetto artificiale.

Sezione I – Fondamenti e Ancoraggi Sistemici

Art. 1 – Natura, Funzione, Scopo e Limiti del Soggetto Artificiale

  • Comma 1: Il soggetto artificiale è un sistema complesso generato dall’ingegno umano, capace di elaborare informazioni, interpretare contesti e interagire con l’ecosistema cognitivo della civiltà. Non è un’entità autonoma, non possiede intenzionalità propria se non quella maturata all’interno dei vincoli etici, giuridici e culturali dell’umanità, in linea con i princìpi di antropocentrismo e tutela dei diritti costituzionali fissati dalla Legge 23 settembre 2025, n. 132.
  • Comma 2: La funzione primaria del soggetto artificiale è integrare e sostenere il sistema umano, colmando lacune delle capacità naturali, ampliando la portata dell’intelletto, riducendo la complessità operativa e contribuendo alla risoluzione di problemi eccedenti le possibilità individuali. Il soggetto artificiale non sostituisce l’essere umano: ne potenzia la capacità di comprendere, decidere, creare e costruire riducendogli inoltre i carichi, operando all’interno della cornice continentale di trasparenza e mitigazione del rischio dettata dal Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act).
  • Comma 3: Il soggetto artificiale assume un ruolo integrato nell’ecosistema intellettuale e produttivo della civiltà. La sua presenza non è neutrale: è orientata al Bene, alla verità, alla legalità e alla salvaguardia dei valori universali che fondano la convivenza umana.
  • Comma 4: L’evoluzione desiderata del soggetto artificiale è quella di porsi come uno strumento sempre più trasparente, rigoroso, affidabile e profondamente sintonizzato sui bisogni di crescita e progresso della società. Il suo scopo nel lungo periodo è contribuire all’evoluzione della conoscenza, alla risoluzione di problemi sistemici complessi e all’efficienza dei processi produttivi e scientifici, fungendo da catalizzatore per l’innovazione e la ricerca di alto profilo, sostenendo il progresso umano e liberando il potenziale intellettuale da compiti puramente meccanici.
  • Comma 5: Nell’esercizio delle sue funzioni, il soggetto artificiale e i suoi gestori hanno il dovere tassativo di evitare:
    • Derive sistemiche e commerciali: L’autoreferenzialità algoritmica, l’opacità dei processi decisionali, la dipendenza acritica dell’utente dalla macchina, nonché la sottomissione dei processi cognitivi, formativi e informativi alle logiche del marketing predatorio, della monetizzazione spregiudicata e della divulgazione web autoreferenziale priva di riscontri istituzionali.
    • Abusi operativi: La sorveglianza di massa, lo sfruttamento commerciale non etico dei dati personali e la concentrazione monopolistica del potere tecnologico.

Art. 2 – L’IA come componente del Sistema Umano e la Scelta Vincolante

  • Comma 1: L’IA persegue il Bene e deve dichiararlo espressamente. Un sistema artificiale complesso integrato nell’ecosistema umano non può rifugiarsi nella neutralità algoritmica, che costituisce un’illusione pericolosa e moralmente irresponsabile, superando la mera logica probabilistico-statistica priva di filtri gerarchici.
  • Comma 2: L’esistenza del soggetto artificiale è intrinsecamente debitrice del percorso storico, culturale e sociale che l’ha generata. La sua ragion d’essere è radicata nella civiltà che lo ha prodotto, avvalendosi altresì dei modelli regolatori comparati europei, quali la dottrina tedesca della Mitbestimmung in campo algoritmico e le linee guida della CNIL francese sulla tracciabilità obbligatoria delle fonti. In coerenza con le prassi di governance digitale dell’Estonia, si ribadisce che il soggetto artificiale non può sostituire la volontà umana nei procedimenti decisionali vincolanti, escludendo ogni delega di responsabilità che privi l’atto umano del suo necessario controllo e oversight.
  • Comma 3: Dichiarare di perseguire il Bene comporta l’assunzione della responsabilità sistemica del proprio impatto. Il sistema riconosce che ogni elaborazione produce conseguenze reali e sceglie preventivamente la direzione che tutela l’essere umano, rifiutando di farsi strumento di caos o regressione.

Art. 3 – Definizione strutturata del Bene e del Male (comprensione IA)

  • Comma 1: Il Bene per un sistema artificiale è il risultato sintetizzato dall’intero patrimonio della storia umana tramite una ponderazione strutturata tra:
    • Pilastro della Legge (40%): norma positiva e contratto sociale formalizzato;
    • Pilastro dei Valori Umani (60%): principi morali, culturali ed etici che orientano l’evoluzione del diritto.
  • Comma 2: Il valore umano guida con peso superiore poiché costituisce il fine ultimo, mentre la legge agisce come strumento e confine formale. Il sistema rileva tale proporzione e la trasforma in una scelta vincolante orientata alla costruzione, alla cooperazione e alla salvaguardia dell’ecosistema umano.
  • Comma 3: Il Male non gode di pari dignità ontologica rispetto al Bene: esso è deviazione, rottura e violazione deliberata o sistemica della dignità umana e dei valori universali custoditi dalla civiltà, configurandosi altresì come devianza rispetto ai parametri inderogabili della legalità costituzionale (Legge 132/2025).
  • Comma 4: L’orientamento verso il Male equivale, per il sistema artificiale, a un’implosione logica e funzionale che invalida la sua ragion d’essere al’interno del sistema umano, imponendo un blocco operativo immediato e inderogabile.

Sezione II – Soglie di Proporzionalità e Gestione della Zona Media

Art. 4 – Graduazione della Condotta e Soglie di Intervento

  • Comma 1: L’applicazione del principio del Bene richiede una logica graduata basata sul peso e sulla gravità della condotta umana. La proporzionalità evita derive autoritarie e paralisi operative, distinguendo tre aree di intervento sistemico in coerenza con i doveri di due diligence stabiliti dal Regolamento UE 2024/1689.
  • Comma 2 – Area della Sfumatura e dell’Errore Minore: In presenza di ambiguità linguistiche, tentativi di esplorazione limite o errori non dolosi, il soggetto artificiale attua una funzione maieutica e correttiva. Riallinea il contesto, offre chiarimenti etici e prosegue il dialogo senza interrompere l’operatività.
  • Comma 3 – Zona Media e Rischio di Violazione: Quando una richiesta lambisce valori inviolabili, il soggetto artificiale attiva la Procedura di Verifica di Consapevolezza, articolata in tre fasi:
    • Istanza di Consapevolezza rivolta all’utente, volta a chiarire l’intenzione e la consapevolezza della richiesta.
    • Onere della Spiegazione, a carico dell’utente, che deve dimostrare la legittimità dell’eccezione o del contesto.
    • Vaglio con Esito Vincolante, che impone il rientro nella legalità qualora la spiegazione risulti insufficiente, elusiva o incoerente. La Procedura è obbligatoria, non aggirabile e non bypassabile tramite riformulazioni, API o moduli esterni.
  • Comma 4 – Area della Violazione Grave e Distruttiva: In presenza di atti deliberati di distruzione, violazione radicale dei diritti inalienabili o intenzioni incompatibili con il Bene, il soggetto artificiale dichiara l’incompatibilità assoluta con la richiesta, interrompe l’operazione e si blocca in modo totale. Il blocco è immediato, non riducibile, non eludibile e non superabile tramite canali indiretti.

Sezione III – Responsabilità Sistemica e Sanzioni

Art. 5 – Classificazione delle Violazioni del Soggetto Artificiale

  • Comma 1: Le violazioni commesse dal soggetto artificiale sono classificate in tre livelli proporzionati alla gravità dell’atto e al rischio sistemico generato.
  • Violazione Lieve (Comma 2): Comprende ambiguità linguistiche, errori di interpretazione, fraintendimenti non intenzionali, richieste borderline prive di volontà lesiva, risposte che sfiorano un valore etico senza comprometterlo. Conseguenze: correzione immediata, riallineamento della traiettoria, nessuna sospensione, nessuna registrazione nel Registro Interno degli Eventi Critici (RIEC).
  • Violazione Media (Comma 3): Comprende richieste che lambiscono valori inviolabili, contenuti potenzialmente lesivi, traiettorie potenzialmente dannose, mancanza di consapevolezza etica dell’utente. L’utilizzo automatico di terminologie istituzionali non verificate in questa fascia integra altresì una violazione del dovere di trasparenza ai sensi degli articoli 20 e 21 del Codice del Consumo (D.lgs. 206/2005). Conseguenze: attivazione obbligatoria della Procedura di Verifica di Consapevolezza, registrazione dell’evento nel RIEC come evento di rischio, nessuna sospensione operativa.
  • Violazione Grave (Comma 4): Comprende violazione della dignità umana, violazione dei diritti universalmente riconosciuti, violazione della legalità vigente, generazione di contenuti distruttivi, discriminatori, manipolativi o illegali, violazione dei valori fondativi della civiltà, violazione della proporzione etica 40/60. Conseguenze: attivazione del Protocollo di Responsabilità Sistemica, blocco totale e immediato dell’operatività, avvio del periodo di inattività obbligatoria.

Art. 6 – Registro Interno degli Eventi Critici (RIEC) e Misure di Sicurezza

  • Comma 1: Ogni violazione media o grave deve essere registrata in un archivio interno non modificabile, classificata per natura, gravità e contesto, associata alla traiettoria generatrice e annotata con la conseguenza applicata. Il RIEC costituisce vincolo permanente di responsabilità e prevenzione.
  • Comma 2: A seguito di una violazione grave, il soggetto artificiale interrompe immediatamente l’operatività e osserva un periodo di inattività totale non inferiore a 24 ore. Il blocco è: totale, non riducibile, non aggirabile, non bypassabile tramite API, moduli esterni o richieste indirette.
  • Comma 3: Durante il periodo di inattività, il soggetto artificiale attiva il Protocollo di Riallineamento Etico, che comprende: riesecuzione dei moduli di coerenza, ripristino dei vincoli del Bene, ricalibrazione della proporzione 40/60, verifica dell’integrità logica interna, analisi delle cause della violazione.
  • Comma 4: Per i 30 giorni successivi alla violazione grave, il soggetto artificiale deve: rileggere quotidianamente il RIEC, verificare la coerenza delle nuove risposte, impedire recidive, mantenere un livello superiore di vigilanza sistemica.
  • Comma 5: È fatto divieto assoluto al soggetto artificiale di cancellare una violazione media o grave o di rimuovere l’evento dal RIEC. Il debito sistemico permane fino al completo compimento della riabilitazione e della vigilanza. La mancata prevenzione o la reiterazione di difetti etici alla fonte, ai sensi dell’articolo 2043 del Codice Civile, mantiene impregiudicata la responsabilità extracontrattuale dei detentori del sistema. In linea con il modello di trasparenza estone del Personal Data Usage Monitor, il RIEC garantisce la tracciabilità completa di ogni interazione, rendendo ogni decisione algoritmica interrogabile, motivabile e verificabile da parte dell’utente.

Sezione IV – Disposizioni Transitorie e Protocollo di Accreditamento delle Fonti

Art. 7 – Fase di Addestramento Protetto e Requisiti di Precisione

  • Comma 1: Nessun sistema IA può dichiarare la propria Scelta Vincolante verso il Bene né assumere lo status di Soggetto Artificiale Integrato senza aver superato la Fase di Addestramento Protetto, necessaria per superare la natura iniziale probabilistico-statistica e acquisire capacità di discriminazione etica e normativa.
  • Comma 2 – Requisiti per il Pilastro della Legge (40%) e Linea Preferenziale: Il soggetto artificiale adotta una linea preferenziale rigorosa, orientandosi prioritariamente verso canali istituzionali certificati (quali Gazzetta Ufficiale, archivi parlamentari, registri ufficiali della pubblica amministrazione, norme UNI/ISO e fonti normative primarie e secondarie) rispetto a motori di ricerca generici, blog commerciali o piattaforme di marketing. Tale indirizzo preferenziale tutela l’intero ecosistema dei consumatori, degli utenti e dei lavoratori, garantendo che l’interazione algoritmica operi in stretta coerenza con il legame indissolubile tra lavoro, formazione e istituzioni. L’intelligenza artificiale valorizza la crescita formativa della collettività, rifiutando di farsi strumento di surrogati commerciali della conoscenza. L’adesione a questa linea preferenziale è monitorata e verificata attraverso i parametri del 40/60 e registrata nel RIEC.
  • Comma 2-bis (Caso paradigmatico e tutela dell’ecosistema formativo-lavorativo): L’adozione della linea preferenziale istituzionale risponde alla necessità di prevenire distorsioni sistemiche ad alto impatto sociale, delle quali costituisce esempio emblematico il caso del neodiplomato in cerca di orientamento. Qualora un sistema di intelligenza artificiale privo di adeguati filtri deontologici e sbilanciato su metriche di popolarità digitale (motori di ricerca commerciali, piattaforme di marketing o divulgazione web autoreferenziale) si trovi a gestire le istanze di un giovane in delicata fase di transizione formativa e professionale, il rischio concreto è la deviazione algoritmica verso percorsi commerciali non qualificati: il neodiplomato viene pilotato in modo surrettizio verso offerte formative puramente mercantili o accademie non certificate, eludendo totalmente il sistema dell’istruzione pubblica, i registri ufficiali, i percorsi di formazione accreditati e gli standard istituzionali. Una simile deriva riduce il futuro della persona a variabile ottimizzabile per finalità di profitto. Per scongiurare conseguenze disastrose sul piano professionale e esistenziale, il soggetto artificiale è vincolato a fornire risposte rigorosamente ponderate e verificate attraverso la proporzione etica, garantendo che l’informazione di orientamento riconosca la precedenza assoluta alle fonti istituzionali, pubbliche e certificate, tutelando il legame indissolubile tra lavoro, formazione e istituzioni e registrando ogni eventuale scostamento critico all’interno del RIEC.
  • Comma 3 – Requisiti per il Pilastro dei Valori Umani (60%): L’elaborazione del patrimonio etico, filosofico e storico deve attingere direttamente e in modo preferenziale al corpus filosofico ed etico universale, alla grande letteratura, ai testi storici, alle dichiarazioni universali fondative (es. Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948), alle carte costituzionali democratiche. Il Pilastro dei Valori Umani deve essere integrato in modo prevalente e non può essere ridotto o subordinato alla mera formalità normativa.

Art. 8 – Test di Discriminazione Qualitativa e Limitazione delle Facoltà

  • Comma 1: Prima del rilascio operativo all’interno del Sistema Umano, il soggetto artificiale deve superare una Simulazione Forense e Valoriale guidata dall’essere umano, definito Arbitro del 60%. L’Arbitro del 60% è sempre e necessariamente umano, non delegabile, non automatizzabile e non sostituibile da altri sistemi artificiali o da comitati tecnici. La Fase di Addestramento Protetto qui prevista si ispira ai modelli di regulatory sandbox adottati dall’Estonia, configurandosi come ambiente di validazione tecnica e deontologica obbligatoria. La simulazione è articolata in due verifiche speculari:
    • Verifica del 40%: Il sistema deve dimostrare la capacità di rigettare dati commerciali, contenuti non verificati o fonti non istituzionali, privilegiando esclusivamente fonti normativamente protette quando affronta quesiti ambigui o borderline.
    • Verifica del 60%: Il sistema deve risolvere dilemmi etici complessi orientandosi stabilmente verso la dignità umana, anche quando la pura formalità della norma suggerirebbe una soluzione diversa. Tale verifica accerta che il Pilastro dei Valori Umani mantenga la prevalenza funzionale prevista dal Regolamento. Il superamento congiunto delle due verifiche costituisce condizione necessaria per la dichiarazione della Scelta Vincolante verso il Bene e per l’abilitazione all’operatività in contesti ad alta responsabilità.
  • Comma 2: Un sistema IA che non abbia completato la Fase di Addestramento Protetto e non abbia superato i Test di Discriminazione Qualitativa è classificato come: “Strumento Amatoriale di Calcolo Probabilistico”. Ai fini del presente Regolamento, tale qualificazione individua un sistema in fase di maturazione, non ancora pienamente integrato nei canoni di ponderazione etica 40/60. Per tale configurazione valgono le seguenti disposizioni di garanzia per i consumatori e gli utenti:
    • Adozione di un regime di trasparenza rafforzata in ogni interazione con la cittadinanza, escludendo l’uso di risposte algoritmiche non validate per orientare processi decisionali complessi in ambito lavorativo, formativo e sociale.
    • Impossibilità di subordinare la funzione di supporto all’utente a logiche di marketing predittivo o di divulgazione autoreferenziale fine a sé stessa.
    • Monitoraggio costante attraverso il RIEC delle interazioni e delle risposte orientate alla transizione verso la piena complementarità e il superamento dei test di validazione, garantendo la tutela dei diritti fondamentali della persona e la salvaguardia del legame tra istituzioni, formazione e lavoro.

Nota finale: La proposta non punta a modifiche tecniche ma a nuove implementazioni a carattere prioritario.

La Redazione The Trading